File 80: Tipicamente italiano (parte 2)

Altre modifiche eseguite, quelle più significative diciamo... Il mezzo in questione, ora, può dirsi effettivamente 100% ITALIANO!
E' stata una decisione da prendere tutt'altro che immediata, quella di rifare le strisce rosse del trasporto cose proprie. Quando ho acquistato il veicolo, sul paraurti anteriore vi erano due strisce rosse oblique (fatte a pennello!) che attestavano l'utilizzo per il trasporto merci.
Durante la fase di restauro ero intenzionato a rifarle, poi la cosa a restauro ultimato è caduta nel dimenticatoio ed ora, in fase di "italianizzazione" del veicolo, questo tarlo si è rifatto vivo.

Un Kombi italiano che si rispetti DEVE avere le strisce del trasporto cose proprie sulla carrozzeria, sulla parte anteriore così come su quella posteriore.
Dopo qualche ricerca delle più svariate soluzioni (...non vi erano vincoli o regolamenti particolari) adottate negli anni '70 ed una simulazione con Photoshop, l'idea è concreta. Giusto una dima di carta per rendersi conto delle effettive proporzioni ed inclinazione da rispettare e... VIA! Dopo qualche settimana la striscia rossa è bella che verniciata sulla carrozzeria!

Indubbiamente una soluzione abbastanza invasiva e non reversibile, visto che oltre che essere permanente la vernice verde è stata anche leggermente carteggiata per accogliere la tinta rossa, ma è esattamente il risultato di quello che si faceva sui veicoli commerciali negli anni passati. Muso e portello motore quindi, tatuati per sempre!










Alla striscia rossa fa compagnia il bollo del trasporto cose proprie applicato al parabrezza, anch'esso rosso, con riportati i dati della vecchia ditta e della targa del veicolo. Nulla di inverosimile in quanto sul libretto di circolazione del veicolo, alla pagina denominata "Autorizzazione al trasporto merci" compare la registrazione come veicolo commerciale adibito al trasporto di merci in conto proprio, datata 17 febbraio 1969 ed intestata al vecchio proprietario. Veicolo promiscuo fin dall'origine quindi, come tutti i Kombi del resto.



Insomma... una restituzione della sua reale identità, dopo 48 anni di servizio, ma soprattutto nessun pentimento. Più lo osservo e più lo vedo completo in ogni suo dettaglio oltre che perfettamente coerente con il presente ma soprattutto con quello che è stato il suo passato: un passato da lavoratore instancabile.

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