Diario di bordo, raid 1 [reɪd wʌn]: Swiss trippin’!

Lo scorrere lento dell’asfalto ruvido sotto le ruote a poco a poco dona un certo sottile senso di libertà, che aumenta man mano che ci si allontana da casa.
…Casa. Dov’è casa? Cos’è casa? Cos’è la casa per un essere umano? Casa è il luogo che ti fa stare bene, qualsiasi esso sia. E può anche non essere un luogo fisso. Casa può essere ovunque tu stia bene con te stesso e con chi ti circonda.
Ecco… quella è casa.

La temperatura dell’aria cambia km dopo km, l’umidità della pianura lombarda perde terreno e non ce la fa a starmi dietro, lasciando spazio poco a poco alla fresca brezza montana delle alpi svizzere che quasi costringe a chiudere le bocchette dell’aria. Dai 250 m sul livello del mare della pianura si punta gradualmente ai 1600 m del villaggio San Bernardino, in Svizzera nel Cantone dei Grigioni (...sì, il giro di andata è insolito, leggermente più lungo del normale ma è questo).
Sebbene mi sia balenata l’idea (malsana), ho ritenuto troppo impegnativo affrontare di prima mattina quel muro a 2117 m di atitudine che è il passo dello Spluga.
Costringere quella povera bestia de ilGEnovese a smotorare sulle generose pendenze e contorcersi sui tornanti del passo sarebbe stato chiedergli troppo e sarebbe stato chiedere troppo anche a me. La tappa di oggi di 496 km è già lunga di suo senza necessariamente dover ulteriormente complicare il tutto. Lo Splügenpass lo si affronterà in altro momento, in tutta calma, magari in un periodo senza il turismo di massa di agosto e senza dover fare da tappo agli automobilisti che mi seguono. Il serpentone di asfalto dello Spluga può attendere.

Il lago del San Bernardino a sinistra, in una cornice di montagne spettacolari

Ad ogni modo la salita al San Bernardino non risparmia, bisogna tirare fuori quei quattro ronzini che abbiamo a disposizione e lanciare il pulmino in salita. Da Mesocco a Pian San Giacomo è quasi un delirio, manca la spinta di una turbina. Tocca smotorare un pochino buttando e tenendo dentro la terza per un bel po’ ma qualche risultato arriva: un paio di tir vengono sbaragliati dal vecchietto ed un camper di una coppia di italiani rimane dietro, al mio passo, rispettosamente.

Il punto di incontro con gli altri due mezzi che si uniscono al sottoscritto e che formano il piccolo convoglio, è fissato al paese di Splügen. “Die Langlauf-Paradies” come recita il cartello, mia meta invernale preferita per lo sci di fondo. Il piccolo paesino ci accoglie e ci congeda immediatamente per lasciarci prendere l’autostrada in direzione nord.

Una vista spettacolare del Guggernüll (a sinistra) e sullo sfondo l'Einshorn con il suo inconfondibile profilo

Sufers ed il piccolo laghetto della diga che si incontra lungo l'autostrada svizzera

IlGEnovese macina kilometro dopo kilometro come se niente fosse, con la sua flemma pachidermica, col suo caratteristico suono pieno del motore e senza mollare il fiato. Fedele compagno di viaggio, che di viaggi e mete ne ha visti tanti ed in questa sua “seconda gioventù” ancora non vuol rassegnarsi (…anzi!), si limita soltanto a bere dal serbatoio qualche sorsata, di tanto in tanto, per togliere la secchezza alle fauci ed accompagnarmi in questo viaggio.

All'altezza di Walenstadt, si para davanti in tutta la sua spettacolare maestosità il Gruppo del Churfirsten, un massiccio montuoso delle Prealpi di Appenzello

Costeggiando il Walensee...

Uno scorcio del Lago di Zurigo

Siamo a Würenlos, nel Canton Argovia, nel distretto di Baden; lo si nota dalla caratteristica e particolare area di servizio


Qui l’ampia lingua di asfalto che costeggia le acque limpide del Reno Posteriore è una dolce discesa che ci culla come una mamma, fino al canyon della Viamala ed oltre, inebriandoci con il profumo delle vaste pinete, mescolandosi al profumo del fieno e facendoci toccare di striscio città come Coira, la bella Zurigo, fino su al budello autostradale di Basilea, affacciata sul Reno (quello grande, non più il piccolo torrente di prima), per poi proseguire in terra francese oltre Mulhouse e Colmar.

Pausa pranzo prima di Basilea; si intravede l'acqua del Reno al di là degli alberi

...In Francia!

Ah no, fermi! Un momento! …Maienfeld, la piccola cittadina nella Svizzera orientale. Non dimentichiamoci di fare tappa all’area di servizio nel paese di Heidi! Se si ha la fortuna di capitare alla Raststätte Heidiland allo scoccare dell’ora, vedrete l’orologio che batte le ore e tre statuine in legno di Heidi, Peter e la capretta che spunteranno dal campanile, e danzano sulle note della celebre canzone del cartone animato.
Se entrate all’interno della Raststätte, tutto è a tema Heidi, …persino i WC!

Alla Raststätte Heidiland, Maienfeld, per una veloce pausa

…E riguardo alla sopra citata Colmar non vi anticipo nulla. ...Perché?! Lo scoprirete poi, in un secondo momento.

La prima tappa termina nella piccola ma meravigliosa e pittoresca cittadina di Riquewihr, il paese delle fiabe in Alsazia. Gli antichi edifici del XV e XVI secolo dalle facciate colorate e dai tetti in legno hanno letteralmente catturato la mia attenzione e ci danno il benvenuto. Il paese sembra uscito da uno di quei libri di racconti. La gente ci guarda come fossimo extraterrestri. Due Maggiolini ed un pulmino in pieno centro pedonale destano più stupore e curiosità delle antichissime case colorate.

L'Alsazia ed i suoi vigneti a perdita d'occhio


Nel bel mezzo del nulla...

Edifici caratteristici e colorati della stupenda Riquewihr, un'autentica perla alsaziana

Le minuscole stradine fanno venire voglia di lanciarsi ad un’esplorazione e perché no… di perdersi in questo labirinto. Ora è il momento di viversi un po’ questo paesino, di approfittare dell’ospitalità del luogo e di provare qualche ristorante tipico che offre prelibatezze della cucina locale.
Alla prossima.

Nelle strette vie di Riquewihr, a destinazione (...per oggi!)

[continua...]

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