Diario di bordo, raid 4 [reɪd fɔː]: Alé alé! …Terminé!

Colmar in questi giorni ha un clima insopportabile, la stessa afa di Milano mescolate al casino turistico di Roma in agosto. Tutto concentrato in una piccola area. Viene quasi voglia di visitarla alle 5 della mattina.
Sono le 8 e l’intenzione è quella di levare le tende mentre il sole è distratto da qualche nuvola e non pesta ancora violentemente. Detto, fatto! ...En marche!!

L’autostrada è tutta dritta e monotona fino a Basilea, una sorta di tavolo di vetro leggermente inclinato che fa scorrere ilGEnovese come se fosse una biglia. Basilea: punto in cui stavolta si prenderà la direzione per il tunnel del Gottardo. Perlomeno la salita al tunnel dovrebbe assicurare un po’ di refrigerio con delle temperature più gradevoli e l’aria montana frizzante, la strada oltretutto rispetto a quella di andata è più corta. Piano perfetto se non che viene guastato all’istante da un cartello luminoso che indica una sorta di chiusura autostradale, invitando chi è in direzione Chiasso a procedere per Zurigo. …Zurigo?? ...Ma è dall'altra parte!

Apprendo più tardi che il traffico viene fermato e scaglionato all’ingresso del tunnel del Gottardo con interminabili code ed ore di attesa. No, decisamente non ci siamo…
Oltretutto siamo in game over perché lo svincolo per Zurigo lo abbiamo già lasciato alle spalle da un pezzo.
Due le possibilità: o si fa il Passo del Gottardo oppure all’altezza di Lucerna si sale sull’autostrada che proviene da Zurigo, riallacciandosi più indietro.
Salire al passo penso che non sia fattibile: le lunghissime code non ci avrebbero mai fatto arrivare all’uscita per poi sguinzagliare ilGEnovese sulle curve e le ripide pendenze del Gottardo. Peccato. L’adesivo del passo dovrà aspettare.
Si opta per andare da Lucerna in direzione Zugo e Svitto, allungando nuovamente il tragitto, andando in zone inesplorate. Sembra quasi che la cosa fosse stata architettata ad hoc per il mezzo in questione… sembra quasi che ilGEnovese ci abbia preso gusto ad andare a zonzo… a vedere laghi svizzeri…

Qualche goccia, dopo tutto il clima torrido di questi giorni, ci sta

Il motore gira bello rotondo, compatto, vigoroso. Sembra quasi che con l’andata si sia fatto il fiato ed ora per lui è una sciocchezza macinare centinaia di km, che siano in piano o in salita. Sulla discesa autostradale di tanto in tanto subentra un beccheggio, così che il mezzo sembra letteralmente galoppare sul manto di asfalto.
Lo sa perfettamente. Ha una missione da compiere: portare a casa un “prezioso” e voluminoso carico per un amico (non importa cosa e per chi), sistemato perfettamente nel vano di carico nonostante tutte le panche regolarmente installate. Lo spazio non sembra mai finire lì dentro. Il nome Transporter è decisamente più che azzeccato.
E allora via in direzione del Zugersee e poi su per i pendii di Hirzel, un piccolo paese nel Canton Zurigo, che offrono un panorama mozzafiato dei prati alpini circostanti, conditi con un profumo di fieno appena tagliato.

Hirzel ed i verdi prati che profumano di fieno

Giù ancora! Si ridiscende. Il menù prevede il Zürichsee, l’Obersee, il Walensee (con le sue acque azzurre e le imbarcazioni bianche che disegnano le scie sull’acqua), per poi prendere la rincorsa ed infilarsi nuovamente nel canyon della Viamala, stavolta spremendo il mezzo quanto basta perché la salita butta giù la lancetta del tachimetro fino ai 60 km/h e dietro, i TIR, come bisonti sembrano spintonare prepotentemente da tanto che sono incollati al culo. Altro segno di spunta sulla casella del “fatto!” dopodiché resta da rifare nuovamente il tunnel del San Bernardino, ma da Splügen fino all’imbocco del tunnel è tutta un’altra andatura.

Ci siamo! Viamala atto secondo.


Da lì fino a Mesocco, grazie ad un TIR che mi precede e “fa da tappo”, ho tutto il tempo di ammirare lo spettacolare panorama che la vallata sotto il villaggio del San Bernardino mi offre. Sembra di stare in elicottero e sorvolare la zona! In effetti il parabrezza panoramico del Baywindow fa il suo sporco lavoro ed in queste situazioni la resa e lo spettacolo sono assicurati.

L'adesivo sul parabrezza dell'autodromo di Spa-Francorchamps cede, sotto i colpi dell'acqua piovana e del sole che lo asciuga. Sintomi inequivocabili del "siamo quasi all'epilogo della storia".


Ma la scorpacciata di laghi non è finita! A ilGEnovese manca ancora il Lago di Lugano, altrimenti non va a casa contento. Eccolo allora subito accontentato! Il confine italiano è sempre più vicino, il suo amato garage dove riposarsi… anche!
Ed è così che dopo 510 km si chiude anche questo 4° raid stradale odierno, quello che mette il sigillo a tutti questi 5 giorni on the road.
  • 1 Viaggio con la “V” maiuscola.
  • 5 giorni.
  • 5 Stati europei.
  • Un totale di 1977 km percorsi.
  • Litri di benzina non conteggiati.
  • Tempo speso con ottime persone ed in modo appagante, sconosciuti compresi.

Niente... non ce l'ha fatta, poverino


Ora lo posso confessare: …sono partito da perfetto incosciente, con quella sensazione strana del “Avrò chiuso il gas?!” che precede qualsiasi partenza.
Ebbene, solo a 155 km da casa all’andata mi sono reso conto che non avevo con me i pezzi di ricambio per un’eventuale problema ma ormai era troppo tardi per tornare indietro. Tradotto: zero dinamo di scorta, zero motorino di avviamento di scorta, …zero cavo acceleratore! (...quello frizione però ce l’avevo).

Con queste cifre e con le poche forze rimanenti, mi congedo. Attacco al vetro posteriore "le medaglie" che ilGEnovese si è guadagnato. Può sembrarvi strano ma… non credo resterò fermo a lungo. Il desiderio di rimettermi in viaggio nuovamente è vivo, nonostante la stanchezza. Magari la prossima volta ci rimettiamo in marcia con i pezzi di ricambio di scorta a bordo, …che forse è meglio.





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